Discarica di Autigno, il Comune di San Vito si costituisce parte civile. M5S: “Un atto dovuto”

discarica autignooIl Comune di San Vito dei Normanni ha chiesto ed ottenuto di costituirsi parte civile nel processo sulla gestione della discarica di Autigno contro la Nubile srl, accusata di aver violato le prescrizioni contenute nell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).

In buona sostanza la scorretta gestione dei rifiuti avrebbe portato ad un incontrollato inquinamento non solo delle falde acquifere, ma di aria e terra con conseguenze nefaste principalmente sul Comune più vicino: San Vito dei Normanni.

Materia scottante e amara questione quella affrontata nel tribunale di Brindisi ieri mattina, con la doverosa sottolineatura dell’assenza del capoluogo come parte civile al processo contro i due rappresentanti della Nubile: Luca Screti, ex amministratore della società che aveva in gestione il sito, e Giuseppe Masillo, ex direttore tecnico.

Parti civili nel processo anche il Ministero dell’Ambiente ed il Comitato “Salute Ambiente e Territorio”, rappresentato dagli avvocati Francesco Monopoli e Giuseppe Durano. Ammesso ad essere parte civile anche Maurizio Tamborino, presidente del comitato “SA&T” ed attivista da molti anni contro l’andirivieni di aperture e sequestri delle due bombe ecologiche di Autigno e Formica. Instancabile la sua denuncia di comprovato smaltimento di rifiuti tossici e pericolosi provenienti da ogni dove nelle discariche distante solo qualche chilometro dalla Città normanna.

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Durante l’ultime assise comunale quando il MS ha presentato interpellanza sul processo contro la gestione di Autigno

Quello del Comune di San Vito altro non è che “un atto dovuto” per il Movimento 5 Stelle cittadino sanvitese. I locali Grillini,  proprio nell’ultima assise, avevano infatti portato all’attenzione del Consiglio comunale un’interpellanza chiedendo come potesse essere che San Vito non si costituisse parte civile dacché città maggiormente lesa con principale danno sulla salute collettiva.

Le violazioni  AIA contestate riguardano:

– “l’assenza di idonea copertura giornaliera dei rifiuti, la presenza di percolato su lotti in esercizio e su quelli non operativi, l’inadeguatezza delle protezioni dei rifiuti, l’assenza delle previste garanzie finanziarie e realizzazione di nuove opere in mancanza di preventiva autorizzazione”;

– “il monitoraggio ambientale che prevedeva l’esecuzione delle analisi sulla composizione delle acque sotterranee per tutti i pozzi di monitoraggio previsti con cadenza mensile, trimestrale, semestrale e annuale a seconda dei parametri da ricercare e dei livelli di falda da determinare“.

“Vista la vicinanza al centro abitato, i danni provocati al territorio, alla salute e all’economia sanvitese non potevano non essere considerati – scrivono i 5 stelle rappresentati in Consiglio comunale da Marco Ruggiero – Questo è ancora un primo piccolo passo ma ci auguriamo che il Comune sia sempre in prima linea, in tutte le sedi opportune, in difesa della salute dei cittadini e che segua con più attenzione tutte le indagini riguardanti la tutela del territorio e la corretta gestione di servizi così importanti per la collettività.”

Maurizio Tamborino durante il corteo di protesta contro le due discariche del 7 maggio scorso - San Vito dei Normanni

Maurizio Tamborino durante il corteo di protesta contro le due discariche del 7 maggio scorso – San Vito dei Normanni

Niente che basti a tranquillizzare l’attivista Tamborino, organizzatore col suo comitato e col comitato La Voce del Cittadino” di un corteo di protesta contro le due discariche a maggio scorso. Dichiara: “E’ notizia nuova la possibilità di una riapertura della discarica di Autigno, chiusa e sequestrata dal Tar con un nuovo decreto. Tutto questo mi sembra assurdo in un territorio che ha già dato in termini di salute e che continua ancora ad essere inquinato dalla discarica di Formica. E la Regione Puglia? La storia continua. Mi chiedo davvero dove viviamo”.

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