Domenico Conte, Pd: “Il mio impegno per servizi sociali, lavoro e meno tasse a San Vito”. L’intervista

Domenico ContePoter recuperare con la propria figura le situazioni di marginalità esistenti nella città di San Vito: questo fa brillare gli occhi a Domenico Conte, candidato sindaco del Partito democratico.

Ma tra le priorità del sostituto commissario di Brindisi impegnato in tanti anni di attività sindacale, anche meno tasse e più lavoro attraverso un recupero della specifica “identità” sanvitese.

Inoltre, se il Pd sarà alla guida del Comune come della Regione, “potrà esserci un binomio a tutto favore della città tra me e il presidente Michele Emiliano che ha San Vito nel cuore – vuole sottolineare Conte, che ambisce ad essere “sindaco di strada” e ha promesso un impegno coi fatti anche sul grosso problema ambientale legato alle discariche di Formica ed Autigno.

Intanto, come ti senti all’incipit di questa nuova avventura? E qual è la tua storia all’interno del Partito democratico?

Parto col dirti che il Pd ha scelto me perché ha individuato nella mia persona una figura appartenente alla società civile, impegnata nella professione ma anche sotto l’aspetto sociale. Ho speso infatti tanti anni della mia vita in un’intensa attività di sindacalista.

Per il resto, ho sicuramente una storia nel Pd. Sono stato tra i soci fondatori del Partito democratico sanvitese, e ho un percorso politico fin da giovanissimo nell’area della sinistra. Sono stato sempre un osservatore attento perché la verità è che io ho passione per la politica. Hai presente quella che molti hanno per il calcio?  Bene: io non so parlare di calcio ma so parlare di politica. Mi piace, mi interessa, mi trovo a mio agio. Potrei dire, quindi, che scegliere me non è stata affatto una scelta azzardata. E oggi mi sento giustamente chiamato al ruolo di sindaco della nostra città.

Come mai la tua candidatura è stata una scelta di partito, e non di coalizione?

Io mi sono sentito anche un po’ responsabile di questa cosa. In realtà è avvenuto tutto in soli  dieci giorni. Quindi ritengo che il Pd non abbia avuto il tempo, e sia stata quella la ragione principale del non coinvolgimento fin da subito dell’intera coalizione. Tutto ha avuto inizio il 28 gennaio, quando la notizia dell’ipotesi di una mia candidatura mi è giunta durante una riunione. E mai avrei pensato. Mi sono seduto lì e mi è arrivata questa proposta. In un primo momento ho detto di no, poi un lungo confronto mi ha fatto optare per un riflessione che avrei portato avanti con la mia famiglia e soprattutto nel rispetto assoluto del mio lavoro di poliziotto. Devo dire che il Pd mi ha molto rispettato in questo senso. Io avevo chiesto infatti il massimo riserbo sulla notizia e tutto il gruppo ha mantenuto la parola, nonostante in città ci fosse già qualche critica per il ritardo del nome. Mi hanno dato tutto il tempo per fare il mio percorso personale e per arrivare con convinzione alla mia scelta.

L’attività amministrativa di questi anni: come la giudichi?

L’amministrazione di centrodestra è stata completamente sorda e non mi spiego il perché. Nel momento in cui c’era possibilità di dare risposte sul piano delle attività produttive, creare posti di lavoro o favorire le condizioni che possono crearli, perché non fare nulla? L’amministrazione di questi anni non si è spesa per niente. E questa è una grave mancanza.

E l’opposizione, specie quella del Pd, come si è comportata a tuo avviso?

Ho visto molte attività, penso per esempio alla forte opposizione all’ampliamento del parco eolico. La pecca sta nel non aver fatto abbastanza comunicazione per rendere i cittadini davvero consapevoli dell’impegno portato avanti. Il Pd in particolare si è speso molto nel richiedere una rivisitazione del piano urbanistico, per far riemergere il settore dell’edilizia con l’annesso aspetto del ritorno dei posti di lavori. Negli anni sono nate numerose società che tanto hanno investito in questo settore. Poi il blocco. Il Pd si è impegnato enormemente per questo ma, ripeto, non si è stati in grado di far arrivare a tutti il messaggio del lavoro svolto.

Il Pd, peraltro, concorre alla presidenza regionale con Michele Emiliano.

Ci tengo proprio a sottolineare quest’aspetto perché ce l’ho nel cuore: il candidato alla presidenza della Regione Puglia Michele Emiliano è una persona con la quale ho percorso tanta strada in altre attività e alla quale mi sento vicino. Va infatti valutato anche questo: la vicinanza di Emiliano alla comunità sanvitese. Immaginate un presidente della Regione che ha nel cuore San Vito, dove ha svolto eccezionali attività da magistrato, ed un sindaco che è stato a lui legato come appartenente alle Forze dell’ordine: sarebbe un binomio a completo favore della città. La Regione, abolite le Province, sarà infatti per noi il luogo dove potremmo avere delle possibilità in più.

E c’è un settore a cui pensi già possa ritornare utile questo binomio Comune – Regione?

Penso per esempio alla collaborazione nel settore dei servizi sociali, dove io ho davvero l’intenzione di essere “invasivo”, soprattutto perché so con certezza che ci sono condizioni di disagio inimmaginabile. Io, vuoi anche per la lunga esperienza lavorativa, le so riconoscere certe situazioni. Per me sarà bellissimo intervenire con la mia figura di sindaco per cercare di recuperare quei casi di marginalità. Sarà un momento della mia vita emozionante. Sono una persona che si è avvicinata alla fede da grande, e penso che non si debba mai lasciare niente di intentato nel cercare di recuperare ogni persona in un contesto di difficoltà. Questo, peraltro, non potrà che arricchirmi personalmente.

Da cosa si deve partire per ridare sollievo a San Vito? Quali saranno le tue priorità programmatiche?

Partirei dal dirti che per me rivisitare la questione delle tasse è fondamentale: per giustizia sociale e per riavviare la macchina produttiva. Ovviamente l’abbassamento della pressione fiscale dev’essere congruo, con attenzione ai numeri e al bilancio. Poi: il lavoro è certamente priorità, anche attraverso il recupero dell’identità di San Vito, che purtroppo negli anni è sparita. Gli altri Comuni del Brindisino si sono tutti ritagliati un loro posto, una loro specificità all’interno di un sistema che li caratterizza. San Vito no. Penso per esempio alle attività culturali estive e a “Rezzica”, che appartiene solo a noi: una manifestazione di una giornata in cui sono coinvolte migliaia di persone, provenienti anche da fuori.  Allora, mi chiedo: perché non prolungare il suo svolgimento in più giorni? La “rezza” è parte della cultura sanvitese. Abbiamo poi il Salento Finibus terrae, prestigiosa kermesse, una medaglia che noi possiamo appuntarci e che va valorizzata.

Tutto questo per ragionare su un punto: perché noi non possiamo costruire progetti con i giovani che hanno talento, professionalità e carte da giocare?

Emergenza ambientale a San Vito: che posto ha per il Pd questo grosso problema?  

L’ambiente avrà ed ha un ruolo fondamentale per il nostro partito. Prova ne sia che tantissimo si è speso contro l’ampliamento del parco eolico. Già da questo sono chiare le intenzioni e la priorità che daremo al tema ambientale.

Però, va detto, la questione delle discariche passa in questi ultimi tempi un po’ in sordina. La vera lotta rimane quella dei comitati di cittadini allarmati dal pericolo accertato di Formica e Autigno.

Posso dire che vicino a quella zona io ci ho vissuto vent’anni. Quando qualche tempo fa un esperto ha mostrato con dati alla mano il tasso di inquinamento della zona, sono rimasto scioccato. Sono tornato senza parole da quell’incontro svolto Taranto, in cui il test sulle falde acquifere nei pressi di Formica e Autigno ha rivelato la completa contaminazione della zona. L’ordinanza regionale delle 300 tonnellate di rifiuti dal Barese a Formica, pe questo, mi ha letteralmente spiazzato. Io assicuro il mio impegno in tal senso. Cercherò di fare tutto e di più per ambiente e salute. Ci vedrete sicuramente molto molto attivi. E non con le parole, ma con i fatti e con la presenza.

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