Emergenza Formica? Il preoccupato allarme lanciato da Maurizio Tamborino

Giusto compiacersi della buona notizia. Perché è un sollievo per tutti sapere che l’impianto di compostaggio nel Comune di Carovigno non sarà edificato in una zona già straziata da un tasso allucinante di inquinamento. Ma attenzione: il territorio a ridosso di San Vito dei Normanni è in emergenza ambientale. Da anni. E, ora, lo è di più con il dissequestro della discarica di Formica, che era stata chiusa proprio per indagini sull’accertata presenza di rifiuti tossici e nocivi provenienti da ogni dove.

Maurizio Tamborino“La nuova sentenza del tribunale darà modo di sversare rifiuti pericolosi e non, grave minaccia per la salute dei sanvitesi”: è Maurizio Tamborino, ex finanziere ed oggi responsabile di un comitato per la tutela dell’ambiente, a rilanciare l’allarme su una situazione di cui poco si parla e che rappresenta invece un dramma per la salute di ciascuno. Aria, terra, falde acquifere: l’organismo di adulti e bambini della zona trae linfa da un territorio pieno zeppo di veleni.

Formica e  Autigno, a quattro chilometri da San Vito, sono infatti una conclamata bomba ambientale.  “Vogliamo fare la fine dei topi in trappola? – dice Tamborino –  Vogliamo morire intossicati e con il rischio continuo di ammalarci di tumore?”.

“Ho avuto modo di prendere visione nel corso della mia attività lavorativa presso alcuni nuclei della Guardia di Finanza di alcune operazioni finanziarie sospette legate alle vicende delle due discariche”, aggiunge. E ricostruisce la storia che ben conosce della discarica Formica, oggi riaperta e pronta a ricevere “rifiuti pericoli tossici col rischio di scorie nucleari”, afferma.

“Negli anni ‘90 quando la discarica Formica era sotto la società “Ines”, sono stati sversati lì rifiuti tossici e nucleari, con scorie provenienti anche da Chernobyl – racconta – E nel 2005/2007, anziché smaltire rifiuti speciali, portarono a Formica 200 tonnellate al giorno di rifiuti tossici da tutta Europa”.

Questo lo stato delle cose, quindi.  “Una volta chiusa – riferisce ancora l’ex finanziere, che ha un’abitazione nei pressi delle due cave dal 2005 – sono comunque riusciti sempre a lavorare. Oggi hanno persino ottenuto l’ampliamento per smaltire rifiuti pericolosi e non (attenzione: quello che prima chiamavano “rifiuto tossico” oggi è stato autorizzato a portare il nome di “rifiuto pericoloso e non”).

Discarica-FormicaDi chi, quindi, le responsabilità? Tamborino non usa mezzi termini nel dire che “la Regione ne è responsabile, con Vendola e con l’assessore all’Ambiente Nicastro. La Magistratura non dovrebbe acconsentire, deliberare, autorizzare ricorso di alcun genere a danno della salute degli abitanti del posto” –  dice, in riferimento proprio al recente dissequestro di Formica che, sia pure con la condanna di nove persone ritenute responsabili dello sversamento di rifiuti illeciti, è stata riaperta.

“Cosa fa il nostro senatore Tomaselli? Che interessi ha Marcello Rollo? Quale politico locale sta dietro a queste operazioni?  Chi tiene i fili con le società in odore di mafia? Che interessi ha la Regione?”: di fronte al violato diritto alla salute Tamborino, stanco da anni di vane battaglie insieme ad altri residenti in questa nostrana “Terra dei fuochi”, interroga proprio i politici del territorio.  Perché “la politica dovrebbe salvaguardare l’interesse del proprio elettore e non pensare ai fatti propri una volta che si è stati eletti”.  Nel 2010 lo stesso ex maresciallo della Gdf  si era candidato alle elezioni nella Città di Brindisi al fianco dell’attuale sindaco Consales con l’obiettivo di fare qualcosa per l’emergenza ambientale.

Quale, dunque, il danno e il rischio a cui si va incontro ogni giorno, col solo respirare e vivere a qualche chilometro da Formica ed Autigno?

Discarica Autigno“Andiamo incontro a tumori, leucemie, cancro del tipo Sarcoma, linfomi, mielomi, malformazioni fetali, Parkinson, Alzhaimer, infarto, bronchiti croniche, ictus”, dice Tamborino ben documentato e supportato da pareri medici a riguardo.

“Le mono particelle tossiche e la diossina non sono biodegradabili né biocompatibili: si capisce, quindi, come si possano determinare molte malattie. Si pensi che in Campania, dove per decenni sono stati sotterrati rifiuti tossici, l’aumento di neoplasie è stato tra il 12% degli uomini è’ il 9% sulle donne”, conclude.

E nella nostra provincia, San Vito compresa, come negare l’aumento di patologie tumorali anche nei più piccoli?

L’allarme c’è. E le parole di Tamborino reclamano un urgente intervento perché il prossimo futuro non macchi di morte sicura la terra brindisina.

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