Giovanni Impastato a San Vito dei Normanni: oggi l’appuntamento nella Libreria Icaro

Giovanni Impastato

Giovanni Impastato

Sarà a San Vito dei Normanni per presentare il suo ultimo libro “Oltre i cento passi”: appuntamento imperdibile oggi,  9 settembre alle ore 18.30, con Giovanni Impastato che dialogherà col prof. Lorenzo Caiolo. Ad organizzare l’incontro la libreria Icaro di Vito Sbano in piazzetta Cavour, dove si terrà l’incontro.

Lorenzo Caiolo

Lorenzo Caiolo

Preziosa occasione di ascoltare la testimonianza di chi porta avanti un’intensa battaglia per la legalità, avendo perso un fratello a soli 30 anni proprio a causa della mafia. Peppino Impastato infatti, giornalista libero ed attivista, dopo aver denunciato in molteplici modi le attività di Cosa Nostra, fu assassinato il 9 maggio 1978.

Nel libro: è la primavera del 1977 quando Peppino Impastato, insieme a un gruppo di amici, inaugura Radio Aut, una radio libera nel vero senso della parola. Da Cinisi, feudo del boss Tano Badalamenti, e dall’interno di una famiglia mafiosa, Peppino scuote la Sicilia denunciando i reati della mafia e l’omertà dei suoi compaesani. Una voce talmente potente che poco più di un anno dopo, la notte tra l’8 e il 9 maggio, viene fatta tacere per sempre. Ma pure questo è uno degli errori della mafia: pensare corto. Perché, anche se non era scontato, la voce di Peppino da allora non ha mai smesso di parlare, di lottare per la dignità delle persone, di illuminare la strada.

oltre-i-cento-passiÈ una strada lunga, se si pensa che ancora oggi chi ha depistato le indagini sull’omicidio di Peppino ha fatto carriera, mentre chi invocava la verità non c’è più. Ma è una strada percorsa ormai da migliaia di persone.

Per la prima volta, Giovanni, fratello di Peppino, che ne ha raccolto il testimone, fa il punto della situazione delle mafie – e delle antimafie – in Italia, dall’osservatorio di Casa Memoria e del Centro Impastato, da quarant’anni in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata.

L’evento è in collaborazione col Comune di San Vito dei Normanni. Tutti sono invitati.

 Peppino Impastato

peppino-impastatoGiuseppe Impastato nacque  a Cinisi (Palermo) il 5 gennaio 1948 in una famiglia mafiosa. Il padre Luigi durante il conflitto mondiale aveva trascorso tre anni al confino proprio per il suo coinvolgimento nella malavita organizzata.

La madre, Felicia Bartolotta, mostrò sempre ostilità nei confronti delle attività del marito. Peppino fu molto colpito dalla morte dello zio, il boss Cesare Manzella, che nel 1963 fu fatto saltare in aria nella sua auto imbottita di tritolo. Il ragazzo, allora quindicenne, realizzò la vera natura della sua famiglia e il significato dei valori omertosi che il padre gli aveva trasmesso sin dall’infanzia. Per il suo atteggiamento entrò in forte contrasto con il padre, che lo allontanò da casa.

Nel 1965 fondò il giornalino “L’Idea socialista”, in cui prese posizione con un duro articolo contro la mafia che la madre, preoccupata per le conseguenze, lo scongiurò di non pubblicare. Aderì al neonato Psiup, Partito Socialista Italiano di Unità Proletariae. Influenzato dal pensiero di Danilo Dolci, partecipò alla sua Marcia della protesta e della pace  nel 1967.

Dal 1968, l’anno della rivolta studentesca, militava nei gruppi di Nuova Sinistra. Si schierò dalla parte dei contadini le cui terre erano state espropriate per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, ma anche dei lavoratori edili e dei disoccupati. Influenzato anche dalla frequentazione con Mauro Rostagno, nel 1975 costituì il gruppo “Musica e cultura”, che svolgeva attività culturali, punto di riferimento per i ragazzi del paese. Il circolo si occupava di ambiente, di campagne contro il nucleare e di emancipazione femminile attraverso cineforum, musica, teatro, dibattiti.

Nel 1977 fondò “Radio Aut”, radio libera autofinanziata, con cui denunciava i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti (da lui beffardamente definito “Tano seduto”), che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto. Il programma più seguito era “Onda pazza”, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici.

Nel 1978 si candidò come consigliere comunale nella lista di Democrazia Proletaria e alla vigilia delle elezioni, nella notte tra l’8 e il 9 maggio, venne assassinato. Lo stesso giorno del ritrovamento del corpo di Peppino, a Roma venne rinvenuto anche il corpo del presidente della Dc Aldo Moro. Gli elettori di Cinisi scelsero simbolicamente di indicare il suo nome che risultò quindi tra gli eletti al consiglio comunale. La sua morte fu frettolosamente archiviata come suicidio avvenuto nel corso di un attentato terroristico. Era stata infatti organizzata una messa in scena, e il suo corpo era stato fatto saltare con un carico di tritolo sui binari della ferrovia Trapani-Palermo.

Grazie alla tenacia della madre Felicia e del fratello Giovanni, nel 1984 fu riconosciuta la matrice mafiosa dell’omicidio, ma il caso fu archiviato nel 1992 (l’anno del doppio attentato a Falcone e Borsellino). Nel 1994 il Centro di documentazione di Palermo dedicato a Peppino Impastato presentò la richiesta di riapertura del caso, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo di interrogare il nuovo collaboratore di giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi. Badalamenti fu indicato come il mandante dell’omicidio, successivamente estradato dagli Stati Uniti, e l’11 aprile  2002 fu condannato all’ergastolo.

  Biografia di Fulvia Degl’Innocenti

Potresti leggere anche...