“Il mio mare ha l’acqua dolce”: venerdì la libreria Icaro presenta il libro di Monica Priore

monica prioreSarà presentato venerdì 27 febbraio, alle ore 18:00, il libro “Il mio mare ha l’acqua dolce” di Monica Priore. L’evento è organizzato dalla libreria “Icaro” di San Vito dei Normanni e si svolgerà nel Chiostro dei Domenicani. A dialogare con l’autrice sarà la prof.ssa Maria Stella Roma.

“Scoprire lo sport è stata una rinascita”, racconta Monica, “pian piano è cresciuta in me la voglia di reagire alla malattia, che in precedenza mi faceva sentire inferiore ai compagni di squadra. Credevo di non potercela fare, avevo un problema che loro non avevano, spesso stavo male e mi sentivo debole, però mi piaceva nuotare. Lo sport è stato ciò che mi ha aiutato a superare il senso di inferiorità e di diversità”: praticando il nuoto Monica diventa consapevole che non poteva più essere il diabete a gestire la sua vita, ma doveva essere lei a gestire lui.

Il libro

icaro“Mi sono ammalata a cinque anni. Era estate, le vacanze appena cominciate. Io ero una bambina con i riccioli, volevo costruire castelli di sabbia in spiaggia con mio fratello e i miei cugini, ma ho dovuto cambiare programma. Siamo tornati in città e le vacanze le abbiamo passate nel reparto di Diabetologia per adulti. Avevo braccia lunghe e magre, livide dal gomito in giù: mi facevano un buco ogni due ore. Ora le mie braccia sono remi: sento la forza che irradiano, sento i muscoli tendersi, le spalle ruotare, le mani irrigidirsi nell’impatto con l’acqua. A ogni spinta avanzo, a ogni spinta mi allontano dalla Monica che ha sofferto, che si è sentita in colpa per essersi ammalata, che si è sentita vittima. Toccare riva è il mio riscatto, la mia conquista. Poche bracciate ancora e sono libera: libera dalla mia rabbia, libera dall’idea di me come malata. Libera di essere solo Monica, la fondista, la prima donna diabetica di tipo 1 in Europa ad avere attraversato a nuoto lo stretto di Messina.” Se Monica Priore avesse dato retta ai medici, oggi non sarebbe più sana e nemmeno più felice. Impugnando la diagnosi di diabete di tipo 1, la medicina ufficiale la obbligava a una specie di vita a ostacoli: dieta ferrea, tanta insulina, orari rigidi e una blanda attività fisica per scongiurare il rischio di crisi ipoglicemiche. Un vero inferno. Ma Monica ha sempre sentito nel profondo della sua anima che, se avesse imparato a gestire la sua malattia, avrebbe potuto condurre una vita quasi normale. E oggi lo dimostra al mondo intero con le sue “eroiche” traversate a nuoto in mare aperto, miglior testimonial possibile per le persone che lamentano la stessa patologia. Il suo scopo ultimo non è toccare terra tanto per il gusto dell’impresa: è dimostrare al mondo che il diabete è una malattia ma non una barriera, e che imparando a gestirlo si può vivere una vita attiva e felice.

L’autrice

Monica Priore ha 38 anni e dal mare ha tratto la sua forza per trovare un posto al sole.

Nasce a Mesagne in provincia di Brindisi nel 1976 e scopre di essere affetta da diabete mellito di tipo 1 a soli cinque anni. La sua famiglia prima e lei in prima persona non si sono dati per vinti e hanno iniziato la convivenza con questa malattia pensando positivo.

Si trattava “solamente” di trovare il giusto equilibrio, di riuscire a conoscerne le peculiarità così da poterle gestire in modo da ridurre i possibili limiti alla normale vita quotidiana, governando la malattia invece che essere portati alla deriva. Guardando indietro, ci si accorge che ci sono riusciti.

Monica decide quindi di voler arrivare a gareggiare alla pari con le atlete che non sono affette da diabete. Per farlo serviva un certificato per poter praticare il nuoto a livello agonistico. Non è stato facile ottenerlo, ma Monica ci è riuscita. “Sono entrata a far parte di una squadra master della provincia di Brindisi ed ho gareggiato con atlete con la mia stessa passione per lo sport, ma non con il mio ‘problema’. Questa è stata la mia più grande vittoria. Ho partecipato a diversi campionati regionali e nazionali. Ho vinto diverse medaglie e la cosa mi ha reso felice”.

Potresti leggere anche...