La morte di Giuseppe Petraroli a “La vita in diretta”. Solo quattro anni per il suo omicida

copertinaUna sentenza che acuisce il dolore, lo inasprisce ancora, lo priva del pur lieve conforto di una vera giustizia. Solo quattro anni (da scontare ai domiciliari) al colpevole dell’omicidio di Giuseppe Petraroli, 35 anni di San Vito dei Normanni, ucciso nel marzo 2018 sul Grande Raccordo Anulare di Roma. L’uomo, carabiniere di 59 anni, procedeva contromano “ubriaco fradicio”, come ha sottolineato l’avv. Donato Musa, legale della famiglia Petraroli. “Il suo gesto non può certamente definirsi distrazione o semplice violazione del codice stradale, è stato invece un atto volontario mirato a produrre qualcosa di drammatico – ha detto l’avvocato sanvitese – come di fatto è avvenuto”.musa

La decisione del giudice, arrivata il 2 aprile scorso, ha scosso l’opinione pubblica e, soprattutto, gli affranti genitori di Giuseppe che non possono darsi pace. L’assurdo della sentenza per “omicidio stradale aggravato” è stata oggi commentata dalla trasmissione televisiva di Rai Uno “La vita in diretta”, che in un servizio ha raccontato la vita spezzata di Giuseppe, nato e cresciuto a San Vito e da anni residente a Roma dove lavorava.

copertina-ok“Voglio il massimo della pena per il colpevole”: lo ha affermato mamma Lucia, emozionata ed arrabbiata tanto da riuscire a pronunciare poche, efficaci, parole. Accanto a lei il papà di Giuseppe che ha definito suo figlio un patrimonio, un ragazzo meraviglioso come tutti gli altri e forse di più.

Tanti gli amici che hanno testimoniato il dolore di una sentenza che sarebbe da rivedere. In tutti è vivo il ricordo di Giuseppe: viaggiatore dai grandi sogni. Giordana, l’amica di sempre, ha mostrato alle telecamere la casa che da solo un anno il ragazzo aveva acquistato con grande gioia. “Non posso definire persona chi ha fatto questo a Giuseppe – dice – Ci manca troppo. Lui nelle nostre vite portava il sole, l’amore”.amici

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