L’oncologo sanvitese Claudio Pagliara al TG1: “Pensiero positivo e dimensione affettiva serena per curarsi. I farmaci non sempre bastano”

Claudio Pagliara durante l'intervista al TG1

Claudio Pagliara durante l’intervista al TG1

Cuore, mente, corpo. E’ la sintonia tra le diverse componenti della persona umana, la sua complessità, a rendere vincenti di fronte alla malattia. Perché non sempre i farmaci bastano: questo il messaggio che il dott. Claudio Pagliara, medico oncologo di San Vito dei Normanni, ha voluto dare ai telespettatori della rubrica Tg1 Medicina nella puntata di ieri, 8 marzo.

Intervistato dalla giornalista Manuela Lucchini, Pagliara ha infatti evidenziato come nel fronteggiare una situazione patologica, un ruolo importantissimo sia svolto dalla mente, dalla voglia di guarire, dal pensare positivo.

“Perché l’essere umano non è fatto di sola materia – spiega il medico – ha invece una sua dimensione psicologica, sociale, sessuale, spirituale. Ed il nostro cervello sa produrre dei potenti veleni o, al contrario, dei potenti farmaci. Per cui noi spesso ci auto-inquiniamo o poniamo le condizioni per un percorso di guarigione molto più facile”.

Sarebbe, dunque, questo l’approccio alla medicina olistica che da tempo lo stesso medico ci tiene a far conoscere attraverso saggi e convegni. Ed in definitiva è questo che ha approfondito nel suo libro “La via della guarigione”, dove “ho imparato verità di notevole valore che possono rendere molto più facile il percorso di guarigione in chi è malato, oppure per agevolare il potenziamento del proprio stato di salute inteso come completo benessere fisico, psichico e sociale facendo conoscere anche le tecniche consce e inconsce che favoriscono questo percorso”, ha dichiarato l’oncologo.

Ma una persona può farcela da sola? Alla domanda della Lucchini, Pagliara ha così risposto: “Bisogna imparare a pensare positivo, a gestire lo stress, ad esprimere le emozioni negative. Ed infine fondamentale è la dimensione degli affetti: ogni affetto ha un ruolo anche terapeutico perché può curare. Al contrario la solitudine è un fattore di rischio estremamente importante, specie quando nasce dal pensiero di non valere niente per se e per nessun altro”.

 “L’amore rimane la più grande medicina che io conosca”, ha concluso.

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