Non c’è più Lino Sabatelli, musicoterapeuta e cantore della tradizione popolare sanvitese

lino e titina

Lino Sabatelli e Titina Fasano

Non c’è più da ieri Lino Sabatelli, musicista e musicoterapeuta della città di San Vito dei Normanni che, con lui, perde un instancabile cantore della cultura popolare oltre che l’ultimo testimone diretto della radicata tradizione legata al tarantismo.

Lino ha salutato la vita terrena nel pomeriggio di ieri nell’ospedale di Francavilla Fontana, dove era ricoverato da una settimana. Il suo è un congedo da un’esistenza dedita a musica e famiglia, in un tutt’uno che ha raggiunto l’apoteosi nell’intreccio di vita con la moglie Titina Fasano, scomparsa qualche anno fa.

Lo scorso febbraio aveva compiuto novant’anni, ma la sua simbiosi con suoni e ritmi popolari ha radici lontane: Lino ha fatto parte fino alla prima metà del secolo scorso di una delle cosiddette “squadre” di musicoterapia impiegate nel ciclo coreutico utilizzato come cura dei tarantati di cui San Vito pullulava. Con la verve arzilla e la battuta sempre pronta, è stato partecipe in ogni spettacolo di musica popolare a raccontare attraverso le note la storia di una terra e della sua gente.

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La pagina dedicata a Lino e Titina Sabatelli sul volumetto “Antonio Cascetta. Storia di un cantore trainiere”

Essere ospite a casa di Lino e Titina voleva dire, in effetti, essere avvolti da una generosa carica d’affetto pronta a diventare subito l’allegro canto che scandiva la loro quotidianità. Non a caso la coppia di cantori e musicisti, fondatori  peraltro del gruppo “L’eco di San Vito”, è stata protagonista del volume “Tre violini” di Ferdinando Giannini e parte integrante del docufilm “Amàvete” di Annamaria Gallone. Di loro si dice anche nel testo su “Antonio Cascetta, storia di un cantore trainiere” in cui, reduce da un incontro a suon di chitarra e tamburello, scrivevo: “C’è un ottimismo ed una forza in Titina e Lino, che a tratti sorprende. E non mi riferisco solo al contenuto dei racconti, ma al tono, al modo di relazionarsi tra loro, all’accoglienza verso chi entra nella loro casa. Al rapporto premuroso con i nipoti, che amano imparare dai nonni canti e suoni ascoltati  fin da piccoli”.

Tantissime sono le affettuose manifestazioni di vicinanza alla famiglia, attenta custode di un patrimonio di musica e d’amore.  Lino, solida radice della storia musico-popolare, ha partecipato fino a pochi mesi fa ad eventi e manifestazioni. Lo scorso gennaio è stato ospite dell’importante convegno “Musica Danza e Psicopatologia. Nuovi scenari oltre De Martino” della World Music Academy di San Vito, così come immancabile era la sua presenza nei concerti del gruppo “Taricata” e di altre realtà musicali.

I funerali si terranno oggi, 19 giugno, alle ore 17.00 nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Con Lino se ne va l’ultimo testimone di una tradizione musicale che fa la storia della città di San Vito e dell’alto Salento, così capace di raccontare l’identità culturale della società passata con ritmi di vita che, tra fatica e stenti, sapevano aprirsi ad interessanti necessità sollecitate dal potere della musica.

Lino con Mario Ancora dei Taricata in un momento di "Coreutica", evento organizzato da Ex Fadda e World Music Academy ad agosto 2015

Lino con Mario Ancora dei Taricata in un momento di “Coreutica”, evento organizzato da Ex Fadda e World Music Academy ad agosto 2015

Lino, che ora ha raggiunto altri luoghi, rimane in quel patrimonio di valori che ha costruito lungo tutta la vita e che oggi molti giovani interessati sapranno custodire, consapevoli della sua preziosa qualità.

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