Per non dimenticare: a San Vito una lectio magistralis su Hèlén Metzger, scienziata e filosofa ebrea uccisa ad Auschwitz

loc-mario-castellanaIn occasione del Mese e del Giorno della Memoria, l’Associazione Culturale  “RicreAzione” di Mesagne e l’Amministrazione comunale di San Vito dei Normanni invitano la cittadinanza alla lectio magistralis tenuta dal prof. Mario Castellana dell’Università del Salento su “Hèlén Metzger, una scienziata e filosofa ebrea a Auschwitz“. In particolare sarà presentato il testo “La scienza, l’appello alla religione e la volontà”  della Metzger, che il prof. Castellana ha il merito di aver riportato alla luce insieme ad altri studi della filosofa. Il volume, sapientemente curato ancora da Castellana e arricchito da saggi dello stesso curatore, oltre che di Alessandro Giuliani, Arcangelo Rossi, Gabriella Sava, Enrico R.A. Calogero Giannetto, riporta alla luce un’opera concepita e redatta in Francia, proprio al tempo dell’Occupazione nazista.

Il prof. Mario Castellana

Il prof. Mario Castellana

La significativa occasione di riflessione e conoscenza all’interno del percorso della Memoria e del Ricordo è in programma per venerdì, 26 gennaio, nella Sala Conferenza della Biblioteca comunale “Giovanni XXIII”  di San Vito dei Normanni (via Mazzini n.1), alle ore 18.00.

Tutti sono invitati a partecipare, perché mai si potrà e dovrà dimenticare.

Chi era Hèlén Metzger

helene-metzgerDi origine ebraica, perse la sua vita ad Auschwitz nel marzo 1944, all’età di 55 anni. Il suo vero nome era Hélène Emilie Bruhl, ma prese il cognome del marito Paul Metzger, morto sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale; una misura che, come detto, non riuscì a preservarla dal campo di sterminio.  Laureata in cristallografia, nel 1914 avviò i suoi studi di storia della chimica, grazie anche all’incoraggiamento di Gaston Milhaud; inoltre, a partire dal 1921 collaborò con George Sarton alla rivista “Isis” e curò l’organizzazione dei primi Congressi Internazionali di Storia delle Scienze; infine,  entrò a far parte del Centre International de Synthèse, fondato da Henri Berr. Quando la Francia finì sotto occupazione e la via più sicura era fuggire, Hélène Metzger si rifiutò di lasciare il suo Paese e anzi si spese a favore di organizzazioni umanitarie a servizio di profughi; a Lione sostenne anche l’azione del Bureau d’études juives, che si occupava di permettere la prosecuzione degli studi a studenti ed intellettuali ebrei. Ricca la sua produzione scientifica: La genèse de la science des cristaux (1918), Les doctrines chimiques (1923), Les concepts scientifiques (1926), La philosophie de la matière chez Lavoisier (1935), Attraction universelle et religion naturelle chez quelques commentateurs anglais de Newton (1938).

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