Poesia stasera a Mesagne con il libro “Le colonne del vento” di Clelia Esposito

11108845_10204265953271440_3310260215878383031_nOggi, 11 aprile, alle ore 18,30, nella suggestiva cornice del Frantoio Ipogeo a Mesagne, nuovo incontro con la poesia.

La Bottega del Teatro, in collaborazione con Banca Mediolanum e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, guidato dall’Avv. Gianfrancesco CASTRIGNANO’, presenta la raccolta di poesie LE COLONNE DEL VENTO, edizioni Albalibri, di Clelia ESPOSITO, che sarà presente.

“Le colonne del vento”, una raccolta di poesie di Clelia Esposito insegnante, moglie e madre, racconta le gioie, le emozioni, gli smarrimenti, i ricordi e le speranze, insomma la bellezza della vita e la gioia di vivere. Naviga con trasparenza e chiarezza attraverso gli stati d’animo e gli sguardi, riconoscendo nella poesia un altissimo potenziale di comunicazione con l’altro.

La poesia di Clelia Esposito affronta il tempo proiettata al futuro e con solide radici nel passato e basta immergersi nella lettura delle sue poesie per scorgere la donna di oggi, di ieri e di domani. L’autrice che è nata e vive a Brindisi, attraverso il suo libro esorta ad ascoltare la propria voce interiore per scoprire la poesia che è dentro ognuno di noi.

Dopo l’introduzione del Presidente della BOTTEGA DEL TEATRO, ci saranno i saluti del Dr. Mino ARGENTIERI, di Banca Mediolanum e dell Assessore alla Cultura.La serata sarà condotta dalla giornalista Silvia DI DIO.Interverrà, con una nota critica,il Prof. Lorenzo CAIOLO.Le letture sono affidate alla voce di Mario CUTRI’ con la partecipazione del cantautore Vincenzo MAGGIORE.Prima della degustazione dei prodotti dell’azienda agricola biologica San Biagio, porterà un contributo alla serata la D.ssa Simona FRANCO.

Comunicato stampa a cura di Mario Cutrì

Di seguito si riporta, invece, qualche stralcio dell’intervista all’autrice Clelia Esposito in occasione della prima presentazione del suo libro “Le colonne del vento” nel Palazzo Nervegna di Brindisi

lautrice-clelia-esposito“Le Colonne del vento”. Si parta da questo speciale binomio del titolo.

In realtà il titolo racchiude due elementi forti della mia vita. Il luogo delle Colonne Romane che è stato magico contesto di legami affettivi importanti e significativi e il vento che mi avvolgeva e accarezzava, rendendomi felice. Un elemento naturale che gonfiava le vele e muoveva piccole imbarcazioni e che io mi fermavo a guardare incantata in cima alla Scalinata Virgilio. Una sensazione meravigliosa quella di possedere lo spazio, quella di aprire le braccia e impossessarsi dell’aria. Sono sensazioni forti che si impadroniscono di me ancora adesso. È un titolo che mi appartiene, è il mio modo di essere in un continuum da ieri ad oggi e rappresenta un viaggio a ritroso nel tempo, ma che riempie continuamente di futuro la mia clessidra verso la consapevolezza che le mie emozioni sono il risultato di un abbraccio col mondo.

L’autrice Clelia Esposito ha sempre scritto poesia, o ha scoperto questa passione nel tempo?

Io ho sempre saputo di averla dentro la poesia, anche quando i miei occhi la scrivevano inconsapevolmente. Provo sensazioni forti davanti al mare, ad un paesaggio, se guardo un fiore, se seguo uno stormo con lo sguardo, se sento gracidare le rane, se amo, se soffro e tutto è talmente forte da travolgermi completamente e allora è inevitabile fare poesia per me. Nei momenti di ispirazione mi capita di trovarmi alla ricerca spasmodica di qualcosa su cui scrivere e di farlo poi col fiato sospeso, di essere in apnea  fino all’ultimo verso, all’ultima parola e dopo questo momento catartico, riprendo il respiro, rileggo e mi accorgo che le mie parole già non mi appartengono più.

L’incontro con  Clirim Muca e Alberto Figliolia. Ce lo descrivi?

Grazie alla Settimana dei Bambini del Mediterraneo, evento frutto della genialità di Lorenzo Caiolo che ne è stato ideatore, ho conosciuto Clirim Muca e Alberto Figliolia. Un giorno Lorenzo mi prospettò la possibilità di fare un’esperienza con i miei alunni e ritengo sia stato un grande privilegio per me partecipare con la classe ad un laboratorio di scrittura creativa. È  stato fantastico, coinvolgente lasciarsi bagnare da quel mare di cultura che promuove e genera altra cultura. Da lì è poi nata anche un’ amicizia con Muca e Figliolia, instancabili e generosi nel donare a piene mani il loro sapere.

Occhi che sanno guardare, bene ed oltre. Di cosa si nutre il messaggio della tua poesia?

La linfa del mio messaggio? Acquisire la consapevolezza che tutto è fondato sulla bellezza e sull’amore. Se si recupereranno e coltiveranno questi valori il mondo potrà iniziare a cambiare veramente.

Figlia, donna, madre : c’è una Clelia che prevale nel testo?

Si tratta di una triplice prevalenza, ma non nego che essere stata figlia sia stato bellissimo ed è il ruolo che talvolta rimpiango. Tuttavia nel libro è compresa tutta la mia vita, fino ad oggi; è un fardello di briciole di nutrimento di un’anima viva che vuole trasmettere il calore di un’esistenza in cui ho sempre lasciato che a prevalere fossero le gioie.

 Intervista di Silvia Di Dio

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