Salento Finibus Terrae – Il Film Festival internazionale non si terrà a San Vito dei Normanni. L’amara decisione del direttore artistico

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Un momento del Salento Finibus Terrae 2015

Pare che la kermesse cinematografica internazionale del Salento Finibus Terrae quest’anno non farà tappa a San Vito dei Normanni, dove è nata quattordici anni fa. Lo si apprende da una chiacchierata con il direttore artistico del Film Festival Romeo Conte, regista originario di San Vito, oggi mortificato dal “non essere stato nemmeno ricevuto dal sindaco Conte”, dice.

E aggiunge: “Ci hanno trattato come la sagra dell’orecchietta, che ha certamente il suo valore ma è tutta un’altra cosa”.

Il Festival si terrà nell’edizione 2016 in diversi Comuni del Barese e del Tarantino, oltre che a Fasano. Sembrerebbe davvero annullata, dunque, la tradizionale apertura della rassegna nella città normanna dove negli scorsi anni hanno dimorato personaggi del cinema internazionale e dove, nelle più recenti edizioni, si è instaurato un prezioso dialogo col mondo della scuola: gli stessi ragazzi sono stati coinvolti in un concorso alla scoperta del formativo mondo del cinema.

Si riporta l’intervista di SanVitoin a Romeo Conte.

-Direttore, conferma che non ci sarà il Festival quest’anno a San Vito?

Posso raccontare come sono andati i fatti sino a questo momento. Spinto dalla numerose richieste di insegnanti e cittadini affezionati alla nostra kermesse cinematografica, a settembre ho inoltrato la domanda per rinnovare la presenza del festival a San Vito. Sentivo di doverlo fare, anche e soprattutto per il lavoro preziosissimo che, da qualche edizione, svolgiamo con la scuola insieme al prof. Lorenzo Caiolo. A fine novembre sono quindi venuto in Puglia e speravo di incontrare il sindaco Domenico Conte. Non è stato possibile perché gli amministratori erano, evidentemente, molto impegnati su altri fronti e sono stato ricevuto dal consigliere comunale Gionata Atzori con il quale, in un bar, abbiamo discusso del festival.

Romeo Conte con Alessandro Gassman

L’attore Alessandro Gassman con Romeo Conte

-Perché, dunque, non più Salento Finibus Terrae?

Atzori mi ha spiegato che l’intento dell’amministrazione è quello di creare una versione “più locale” del festival, con “attori” (inteso come realtà produttive locali) che a San Vito fanno cinema. Gli ho quindi fatto presente che il Salento Finibus Terrae è una kermesse internazionale, e non so cosa si volesse dire con “festival locale”. Inoltre: la Giunta comunale era in grado di supportare la nostra rassegna con la metà del contributo dello scorso anno, ovvero 4540 euro. E si capisce bene che non è possibile.

Il festival comunque ha tenuto in grande considerazione agli operatori del luogo. Per citarne qualcuno: i registi Luca Nestola (ha vinto un’edizione) e Dario Di Viesto (ha vinto un’edizione), lo sceneggiatore Dario Sardelli, gli attori Pino Capone e Francesco D’Agnano, la scultrice Flaviana Pagliara, il gruppo dei Taricata, il grande Mimmo Epifani;  ha formato e contribuito alla carriera del fotografo Giuseppe Di Viesto e ha coinvolto alcuni artisti locali contribuendo a realizzare una mostra delle loro opere.

-Ma non sarà che il Festival non è in sintonia con la linea culturale della nuova amministrazione?

Posso dire che il vicesindaco Valerio Longo quest’estate ha parlato del programma culturale esistente definendolo un semplice “palinsesto”, il che mi ha fatto un po’ riflettere. Deduco che si ritiene superflua una figura di riferimento per il settore della Cultura. Ho sentito poi parlare di una Consulta, che ad oggi io non so cosa sia. Il Salento Finibus Terrae è nato con l’amministrazione Masiello, continuato con Trizza e Magli… La politica non ci è mai entrata, ma ho invece la sensazione che questa nuova Giunta la politica ce l’abbia messa tutta.

Il sindaco Domenica Conte consegna premio - SAFITER 2015

Il sindaco Domenica Conte consegna premio – SAFITER 2015

-C’è una certa mortificazione nelle sue parole.

Sono mortificato perché non è possibile portare avanti un progetto se non si recepisce la sua portata, né lo si condivide. Tredici anni di lavoro non si possono buttare via così. Meritavamo quantomeno di essere ricevuti dal sindaco. Non abbiamo avuto nessuna considerazione. Il nostro festival è stato trattato al pari di una sagra locale. La risposta del sindaco alla mia lettera è stata allucinante: ha detto che il festival ha perso smalto. E penso che non si possa permettere di fare certe affermazioni.

-San Vito perde un’opportunità.

Ed infatti vorrei chiarire, a scanso di equivoci e di chi può ritenere che a me bruci non fare più il festival a San Vito: non sono io che perdo qualcosa, è San Vito che ci perde. Mi aspettavo che qualcuno dicesse di non buttare via tredici anni. Mi dispiace molto per chi ha lavorato a questo progetto con passione sincera, ma non posso insistere. Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.

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Salento Finibus Terrae – Chiostro dei Domenicani – 2015

-Che sensazione è quella di abbandonare il suo paese d’origine nell’edizione 2016?

Sarà il primo anno, e devo ancora familiarizzare con questa novità. È un effetto strano perché le motivazioni che quattordici anni fa mi portavano a realizzare il Salento Finibus Terrae erano ben chiare: portare nel mio paese d’origine tutta la mia esperienza. Io volevo il bene della mia comunità. Del resto, non ho bisogno di venire a San Vito per apparire al mondo. In altri luoghi già sanno chi è Romeo Conte, cosa fa e cosa ha fatto. Mi spiace anche la diffamazione, che è figlia dell’ignoranza. Peraltro non si ha mai di fronte un interlocutore preciso, né tantomeno una critica costruttiva. Io preferirei che mi si dicesse: non va bene così, ti suggerisco di cambiare in quest’altro modo. Invece non c’è il perché. La critica al festival da parte di alcuni personaggi è fine a se stessa.

Il conduttore Raffaele Romano con Sergio Rubini

Sergio Rubini sul palco del Safiter col conduttore Raffaele Romano

-Cosa risponde a chi afferma che il SAFITER  ha perso smalto nel tempo? 

Come dicevo, questa affermazione l’ha scritta il sindaco Conte nella sua risposta definitiva. Sono venuti a San Vito grandi personaggi di fama internazionale ed è impossibile citarli tutti. Abbiamo portato il cinema vero, quello che mi piace. Penso, per dirne alcuni: Ben Gazzara, Vincent Schiavelli, Cinzia TH Torrini, Ivano Marescotti, Giorgio Colangeli, Sergio Rubini, Giacomo Rizzo, Ernesto Maieux, Sergio Rubini, Massimiliano Gallo, Giovanni Esposito, Rocco Papaleo, Alessandro Haber, Alessandro Gasmann, Anna Bonaiuto, Roberto Pedicini, Alessio Boni, Andrea Zaccariello, Edoardo De Angelis , Alessandra Mastronardi, Carlo Pignatelli, Giuliana Benetton, Elio Fiorucci che addirittura si era innamorato di San Vito dei Normanni e tantissimi altri personaggi. Ho cercato di fare le cose come i nostri genitori ci hanno insegnato: siamo stati ospitali e abbiamo portato a San Vito il mondo. Purtroppo il festival ha dei costi e, siccome portiamo beneficio dal punto di vista del marketing , ci sta che ci sia un investimento da sostenere.  Ho sempre considerato il progetto del film festival a San Vito come un punto di partenza e non assolutamente di arrivo e lo hanno dimostrato le nutrite rassegne stampa consegnate ogni anno al Comune di San Vito.

-Quanto c’entrano realmente i soldi secondo lei?

Il problema dei soldi è una fesseria, le risorse si trovano. Non ho mai creduto a queste favole. L’economia non può essere mozzarella e gastronomia. I soldi che ci dava il Comune noi li lasciavamo a San Vito, ai suoi ristoranti ed alberghi e a tutte quelle persone che hanno contribuito anno dopo anno con il loro lavoro alla crescita del festival.

-A quali condizioni tornerebbe?

A condizione che il progetto sia condiviso. E dico questo indipendentemente dai soldi. Certo, non si può pensare di  approfittare di coloro che svolgono questo lavoro, e mi riferisco all’atteggiamento della parte politico/amministrativa. Tornerei a fare il festival avendo di fronte degli interlocutori che comprendono esattamente il progetto e la sua portata.

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L’intero gruppo degli studenti partecipi da alcune edizioni al Salento Finibus Terrae

-Ci racconta qual è il progetto del Salento Finibus Terrae 2016?

Si terrà alle Grotte di Castellana, a Conversano, a Polignano a Mare, e  Fasano. E aggiungo: non è che gli altri Comuni abbiano chissà quali possibilità finanziarie rispetto a San Vito. E’ che gli amministratori hanno consapevolezza del valore di un Film Festival Internazionale. Ogni anno abbiamo fatto un tour “100 minuti corti”nella città italiane, e in ognuna delle tappe sono venuti  dei rappresentanti comunali sanvitesi. Loro possono testimoniare come sullo schermo di tutta Italia ci fosse San Vito dei Normanni. Il festival non è di Romeo Conte, ma del territorio e di tutto quel pubblico che anno dopo anno ha fidelizzato un rapporto molto chiaro. Io sono stato uno strumento e ci tengo a salvaguardare il patrimonio di questo progetto. Nel mese di dicembre abbiamo fatto un libro e un video per la città di Firenze: “Lights of Florence” dentro a Palazzo Vecchio, 20 mila persone hanno visionato il nostro lavoro e ora faremo lo stesso per Venezia. Il famoso detto “nessuno è profeta in patria” nel mio caso è davvero pertinente.

-E il lavoro con gli studenti? Sarà salvaguardato nella nuova edizione?

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Durante i matinée con le scuole – Chiostro dei Domenicani

Insieme al prof. Caiolo siamo riusciti a fare di San Vito la tappa dei giovani. San Vito cercava e chiedeva un’identità sul festival e, con un lavoro grandissimo, l’abbiamo creata. Peraltro, il nuovo sindaco e parte della sua Giunta sono saliti sul palco del Salento Finibus Terrae, hanno consegnato i premi, hanno fatto le loro positive considerazioni. Proprio per non deludere studenti genitori e docenti, noleggeremo dei pullman e li porteremo alle Grotte di Castellana in una giornata di cinema, unendoli ad altri studenti.

- Un suo pensiero conclusivo su questa vicenda.

Il Salento Finibus  Terrae non doveva essere trattato in questo modo. Non do colpa a Domenico Conte, che deve pensare ad amministrare. L’importante è capirci. Devo dire, però, sono scandalizzato dalla sua conferenza stampa di fine anno in occasione della quale non ha speso una sola parola per la Cultura! Emerge un quadro demoralizzante della comunità sanvitese. Dissento totalmente da quest’atteggiamento che butta via il lavoro serio fatto dagli altri. Un sindaco deve confrontarsi ed essere rappresentante di tutti.  Non solo di chi lo ha eletto.

Segue qualche scatto sulle tredici edizioni del Salento Finibus Terrae nella città di San Vito dei Normanni 

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