Silvana Errico: ‘Sto col centrodestra, area nella quale ho da sempre militato. ‘San Vito 2020′ è il mio nuovo progetto politico’

Silvana Errico (2)

Si chiama “San Vito 2020” ed è il progetto politico che Silvana Errico, sostenuta dal suo movimento, intende portare avanti presentandosi alle prossime elezioni come futuro candidato sindaco della città.
Lavoro, ambiente e politiche sociali: queste le priorità per la consigliera d’opposizione, già assessore alle Politiche sociali e candidata sindaco alle precedenti elezioni amministrative, decisa a continuare il suo impegno che – precisa – non si è mai fermato.
La sua idea per rilanciare il paese punta ad “un piano straordinario, coraggioso e competitivo”.
Un impegno che si rinnova, dunque, per la stessa Errico disponibile a candidarsi alle primarie del centrodestra sanvitese, area in cui dice di aver da sempre militato.

Di seguito il testo della sua intervista.

Siamo vicini alla chiusura della legislatura Magli. Com’è andata secondo lei?

Subito dopo le elezioni mi sono attivata per onorare gli impegni assunti dai banchi dell’opposizione.
Già dal comizio di ringraziamento alla città per il copioso consenso riversato sulla mia persona e sulle mie liste, l’indicazione da me data agli amici che mi avevano sostenuta non è stata “rompiamo le righe”. Ci siamo invece trasformati nel comitato “La città voluta da Te”, proprio per dare continuità agli obiettivi che avevamo indicato nel nostro programma elettorale. E quegli obiettivi sono stati la nostra bussola nell’azione amministrativa di opposizione, che è stata ferma, stimolante e costruttiva.

La sua è stata un’attività politica senza alcuna battuta d’arresto, insomma.
Non mi sono mai sottratta a nessuna scelta, sempre nel rispetto del ruolo, delle competenze e responsabilità amministrative di maggioranza e opposizione.
In Consiglio comunale, nelle Commissioni consiliari e nelle Conferenze dei capigruppo, sono sempre intervenuta su tutte le tematiche più rilevanti dal punto di vista amministrativo e politico.
Non mi sono rinchiusa nel ruolo del consigliere di opposizione, contrario a priori a qualsiasi scelta della maggioranza, esprimendo di volta in volta giudizi unicamente nell’interesse della collettività sanvitese: talvolta critici, talvolta, e senza alcun imbarazzo, favorevoli.
Mi sono sempre battuta al fine di mantenere i livelli quantitativi e qualitativi dei servizi erogati alla cittadinanza, garantiti dalla precedente amministrazione. I bisogni e le richieste della collettività, crescono purtroppo, cresce in particolar modo l’area del disagio – nuove povertà, minori in difficoltà, anziani soli e non autosufficienti, mancanza o perdita del lavoro – a cui è difficile non fornire risposte concrete e immediate.

Qual è, più in generale, la sua valutazione sul governo della Città in questi ultimi cinque anni?
Un’azione amministrativa che si snoda su un arco di cinque anni, inevitabilmente si caratterizza da luci e ombre. Per molti progetti, rivendico il mio ruolo, in quanto concepiti dalla giunta Trizza di cui ero assessore e solo negli ultimi anni portati a compimento: mi riferisco ad esempio al PIRP, ai lavori di ristrutturazione di Casa Serena, al progetto di edilizia residenziale pubblica, e via dicendo. Non mancano poi le note dolenti: una per tutte la non apertura dell’asilo nido, nonostante i lavori terminati e i finanziamenti per la gestione, ai quali si sono aggiunti i PAC e i bonus della Regione Puglia. Sul piano della progettazione sicuramente si poteva e si doveva fare di più. Poi è mancato, purtroppo, il coinvolgimento dei cittadini, degli imprenditori e del mondo del lavoro che sono rimasti fuori dalla vita della città.

Che ruolo ha svolto l’opposizione, e il suo movimento in particolare?
La maggioranza ha svolto il suo ruolo di maggioranza; la minoranza ha fatto il suo mestiere di opposizione. I nostri NO, i nostri voti contrari non sono stati dettati da pregiudizio su questa o quella questione o dalla volontà di essere comunque dei bastian contrari a tutto ciò che faceva la maggioranza. Sono stati soprattutto dei NO per rimarcare differenze di impostazione. Sono stati dei NO che sulle scelte fondamentali sarebbero potuti diventare dei SÌ, se fossero state accolte nostre proposte migliorative.
La nostra è stata un’opposizione responsabile nel senso che abbiamo preteso dalla maggioranza il pieno rispetto delle competenze del Consiglio comunale, il cui ruolo, a mio avviso, deve essere sempre valorizzato.

Le maggiori criticità di quest’amministrazione?
E’ stata un’amministrazione caratterizzata dall’ordinaria rispetto alla assoluta straordinarietà della crisi occupazionale. Come consiglio comunale avevamo istituito il gruppo di lavoro per elaborare insieme delle proposte. Dopo qualche incontro però non siamo andati oltre.

In cosa, invece, era necessario insistere?
Bisognava iniziare a costruire le condizioni per incentivare l’arrivo di nuovi insediamenti produttivi, più in generale, lo sviluppo di iniziative economiche locali.
Un altro settore che ha sofferto è quello urbanistico. Il Piano regolatore è ormai obsoleto. Occorre mettere mano agli strumenti urbanistici tenendo ferma la barra su alcuni punti cardine: puntare al completamento di lotti interclusi e incentivare la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente, pensando al miglioramento della classe energetica, alla bioedilizia e all’incentivazione di sistemi costruttivi tradizionali, che permetterebbe una specializzazione delle maestranze, meglio spendibile su un mercato in grandissima contrazione.
C’è poi bisogno di maggiore attenzione alle politiche di bilancio, alla riqualificazione della spesa, affinché l’allocazione delle risorse sia improntata ad efficienza (in vista dello sviluppo e della crescita), a rigore finanziario (nella logica della finanza sana) e ad equità (che significa solidarietà per i più deboli) .

Quali sarebbero state le sue priorità e le sue scelte?
Lavoro, Ambiente e Politiche sociali. Avere la capacità di ottimizzare i costi di gestione fornisce all’amministrazione delle risorse da poter investire nelle attività di sostegno dello sviluppo del territorio. In poche parole ottimizzare le spese in funzione degli obiettivi. Abbiamo bisogno di un piano straordinario, coraggioso e competitivo per rilanciare il paese.

Si parla di una sua candidatura in vista delle prossime elezioni amministrative. Cosa c’è di vero, e qual è il suo progetto per il futuro della città?
L’amore per la mia terra, senza retorica, e una passione viscerale per la mia città, mi spingono ancora una volta a continuare l’impegno. Stiamo lavorando ad una nuova idea di città quale sintesi di un’attenta valutazione dell’attuale realtà locale, dell’esperienza maturata nel corso degli anni passati, aperta alle idee e al contributo dei giovani, delle donne e degli uomini che vorranno porsi insieme con noi al servizio della città. Il nostro progetto si chiama “San Vito 2020”: è la città che lasceremo alla fine del nostro mandato, se i sanvitesi decideranno di darci la loro fiducia.

Sia centrodestra che centrosinistra si sono espressi con apprezzamenti sulla sua figura. Quale sarà la sua scelta?
Ringrazio di cuore tutte le persone che hanno espresso apprezzamenti positivi sulla mia persona e mi impegnerò ancora di più per convincere del contrario quelli che ancora nutrono dei dubbi. Il buon lavoro alla fine ripaga.
Sinceramente in questi cinque anni ho lavorato molto spesso con consiglieri di centro destra e di centro sinistra, mentre con quasi tutti gli amministratori abbiamo lavorato insieme nelle passate giunte a guida di Antonello Trizza. Ho apprezzato molto l’impegno soprattutto dei più giovani, i quali hanno dimostrato di accogliere con entusiasmo i suggerimenti di una persona con più esperienza.
Poi, in questi ultimi mesi, il centro destra – area nella quale ho da sempre militato – ha avviato un confronto al quale ha invitato anche le nostre liste civiche. Nonostante abbia in questi anni mantenuto un atteggiamento differente dalle posizioni assunte dalla maggioranza, con entusiasmo ho dato la mia disponibilità ad un confronto basato sullo svolgimento di elezioni primarie di coalizione, riconoscendo in esse la vera forma di partecipazione democratica. Sono infatti convintissima che riportare il temine di confronto su un tavolo popolare, confrontandosi direttamente con il giudizio degli elettori, sia l’unico modo per riavvicinare i cittadini alla politica.

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